NERVE: Libro VS film, ovvero cose che accadono quando l’editor sviene durante il lavoro

Nerve è un romanzo di Jeanne Ryan dal quale è stato di recente tratto un film, diretto da Henry Joost e Ariel Schulman. Ho letto il romanzo prima di vedere il film, come faccio quasi sempre. Ero curiosa di vedere la pellicola perché amo Emma Roberts, che ho conosciuto grazie ad American Horror Story: Coven. Non solo: la trama mi sembrava estremamente interessante e attuale. Eppure, qualcosa è andato storto. Forse per la prima volta nella vita, sono costretta a pronunciare una frase incredibile. Il film è meglio del libro.

Nerve: il libro

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Partiamo da un presupposto: non conosco l’editor che per prima ha lavorato su questo romanzo, anche se il suo nome è nei ringraziamenti. Si tratta di un’editor straniera, quindi il mio post non offenderà nessuno. Ecco, a prescindere dalle lacune dell’autrice, da bastonare è soprattutto l’editor. Lo so, parlo per deformazione professionale, ma certi errori sono veramente inaccettabili. Per chiarezza, non parlo della grammatica e del lessico, ma proprio della trama.  Vi segnalo giusto qualcosina che non va a livello di contenuto (ma ci sarebbe tanto da dire).



Cose che accadono quando l’editor sviene durante il lavoro:

  1. Ci sono delle contraddizioni. Vee si toglie la spilla prima della sfida, poi miracolosamente usa quella stessa spilla come arma. Questo è solo un esempio, ma ce ne sono diversi.
  2. Della psicologia dei personaggi non si capisce NIENTE. Tommy è buono o cattivo? Cambia profilo ogni tre minuti e, alla fine, tutto si risolve a tarallucci e vino. Micki è la classica cattivona che pensa solo al sesso e che fa roba zozza dappertutto, anche e soprattutto quando non c’entra nulla. Di Ian, a un certo punto, si dice che farà soffrire la protagonista. Ma dove? Fino alla fine del libro è una pasta di pane. Tommy, a un certo punto, dice a Vee che ha scoperto qualcosa sull’ultima vincitrice del gioco. Peccato che poi non ce lo dice MAI. L’Abigail che appare nel prologo e, in generale, tutto il prologo, non trovano riscontro nel resto del romanzo. Per tutto il libro, l’autrice annuncia qualcosa che non verrà MAI approfondito. Siamo alle basi, proprio.
  3. Il mancato suicidio di Vee non viene mai approfondito, anche questo. Sembra essere qualcosa di importantissimo, e invece è un dettaglio.
  4. I genitori di Vee non esistono, se non per mettere in punizione la figlia. A parte questo, non compaiono mai e non hanno nemmeno una battuta.
  5. Vee è cretina. Punto.
  6. Manca il motivo vero per cui tutto ciò accade. Okay, l’autrice vuole sottolineare fino a che punto ci si possa spingere solo per soldi e fama. Tutto molto bello nelle intenzioni, peccato che l’idea non renda affatto. In Hunger Games c’erano dei motivi reali, il gioco aveva un senso. C’era chi moriva, c’era chi soffriva, c’era chi si amava. Qui non c’è nulla, a parte una manciata di protagonisti molto stupidi, per giunta non sviluppati come si deve.
  7. L’editor non esiste. E, se esiste, è svenuta ripetutamente durante il processo di editing.




NERVE: il film, ovvero il lavoraccio della sceneggiatrice

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Visti i presupposti del libro, non vi sembrerà poi così assurdo che il film sia migliore. Anche la pellicola non è questo gran capolavoro, ma almeno non presenta i gap concettuali del romanzo. La sceneggiatrice ha risolto gran parte dei problemi che quella birichina dell’autrice aveva seminato ovunque. Innanzitutto i personaggi hanno un senso, l’aspetto pericoloso dei social è molto più evidente e i genitori di Vee esistono. Non ci sono “annunci” di cose molto belle che però non accadono mai. Ciò che viene iniziato, viene portato a compimento. Ecco perché il film è superiore al libro. Cara Jessica Sharzer, non ho la più pallida idea di chi tu sia, ma Wikipedia dice che sei la sceneggiatrice. Ecco, mi rivolgo a te: va’ a prendere a calci in culo l’autrice. E poi l’editor. Ripetutamente.

God bless Emma Roberts

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Il problema di Emma Roberts è che, pur essendo bravissima, va a finire sempre in film deludenti. Adoro American Horror Story, eppure ho trovato Coven un po’ sottotono rispetto ad altre stagioni. Per non parlare di Palo Alto, altro film che ho visto solo per Emma e che mi ha delusa. Insomma, date un ruolo decente a questa poveretta. Per favore.

Per i miei lettori: evitate il libro come la peste. Il film è caruccio, si può guardare. Ma il libro no, raga. Per favore. E se proprio dovete, armatevi di freccette e della foto dell’autrice come bersaglio. Good luck, guys.

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