Malinconia: 5 rimedi infallibili per combatterla tra libri, tv e musica

La malinconia, si sa, è la migliore amica degli artisti. Si dice spesso sia impossibile creare qualcosa di pregevole senza di lei. Sì, vabbè, tutto molto bello, ma a un certo punto magari te ne vuoi pure liberare. Dunque, ecco a voi cinque rimedi pluritestati e assolutamente infallibili. Dalla musica al cibo, dalle serie tv ai libri. Tutto quello che non può mancare nella vostra personale cassetta del pronto soccorso emotivo.

1) Una maratona di Friends

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Per chi è cresciuto negli anni Novanta come me è difficile dimenticare Friends. Da bambina lo guardavo con mia sorella e lo adoravo. Rivederlo adesso, in particolare quando sono triste, ha un immenso effetto terapeutico. Le ragioni sono molteplici. Innanzitutto, è un telefilm che mi ricorda la mia infanzia e quindi un momento della vita in cui mi sentivo al sicuro. Lungi dal farmi sentire ancor più triste, il ricordo di quella sicurezza mi ridà serenità. Al di là di questa ragione puramente generazionale, ce ne sono molte altre. Si tratta di una serie tv divertente, pulita, old style. Com’erano negli anni Novanta, per intenderci. Ha quel retrogusto vintage che non guasta e il potere di svuotare la mente del tutto.



2) La saga dei Cazalet (ma anche altre saghe)

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Ho scelto la saga dei Cazalet perché è la mia lettura del momento, ma ogni saga va bene. Amate il fantasy? Andate di Licia Troisi o chiunque voi vogliate. Amate la narrativa? Questa serie fa per voi. Cerco sempre di avere pronta sul comodino (o nel kindle) una saga, per potermici rifugiare. Il potere terapeutico delle serie di libri consiste nel fatto che, per l’appunto, non si tratta di un solo libro. Ciò vuol dire che la storia narrata è molto lunga ed estesa, il che vi permetterà di caderci dentro con tutte le scarpe. Sconsiglio vivamente i romanzi brevi e i racconti in caso di malinconia. Vi spingono a riadattare più volte la vostra concentrazione e non vi permettono davvero di rilassarvi. Andate di saghe e vedrete che ben presto avrete dimenticato i vostri problemi. Per caricarvi quelli dei protagonisti, ma vabbè.



3) Una playlist vintage

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Elvis Presley che canta Can’t help (falling in love), oppure Bobby Vinton con Roses are red (my love). O anche qualcosa di più strong come Nina Simone e la sua SinnermanI put a spell on you. Quello che volete, purché sia vintage. Qui vale un po’ lo stesso discorso di Friends. Si tratta di qualcosa che appartiene al vostro passato (o a quello dei vostri genitori, in questo caso) e che dà un senso di sicurezza. Si tratta spesso di melodie orecchiabili, poco impegnative, che rilassano e danno la sensazione di essere lontani da tutto. Un consiglio: usate Spotify. Ci sono tantissime playlist vintage già pronte per l’ascolto.

4) Tè e biscotti al cioccolato contro la malinconia

Le bevande calde, specie se dolcificate, sono un rimedio infallibile contro la tristezza. Quando devo tornare a casa dall’università nel gelo autunnale di Dublino, solo il pensiero del tè mi dà sollievo. Può essere un caffè, un latte caldo, ciò che volete. Ciò che conta è la quiete del momento che dedicate solo a voi stessi e al tepore della tazza tra le mani. Gli zuccheri, poi, sono davvero capaci di risollevarvi l’umore. Chimicamente parlando, e non solo metaforicamente. Per cui, via di biscotti Digestive al cioccolato e English breakfast con un goccio di latte e due cucchiaini di miele. Tutta salute.

5) Il silenzio

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Last but not least, concedetevi almeno un’ora di purissimo, incontaminato silenzio. Sto leggendo un libro sul tema, quindi il collegamento mi è venuto in mente al minuto uno. Questa preziosa ricchezza è qualcosa che spesso e volentieri ci dimentichiamo di apprezzare. A volte ne siamo addirittura spaventati, perché l’assenza di suoni ci costringe a rimanere soli con noi stessi. Eppure, strano ma vero, il silenzio è un ottimo rimedio contro la malinconia. Passeggiate, fate due passi nel verde del parco, stendetevi sul divano per fissare la macchia d’umidità sul soffitto. L’importante è che si tratti di un momento di silenzio assoluto, in cui non dovete fare nulla di impegnativo. Ha un’azione purificante e, soprattutto, riposante. Ve lo garantisco.

 

 

 

 

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