Due o tre cose che dovremmo imparare dagli irlandesi

Il mio primo contatto con gli irlandesi è avvenuto sei anni fa. Avevo diciannove anni, non avevo viaggiato chissà quanto e tutto mi sembrava nuovo e bello a prescindere. Eppure, ebbi sin dall’inizio la sensazione di avere a che fare con un popolo incredibilmente gentile, accogliente e generoso. Quando ne parlai a casa, gli amici e i parenti mi risposero “Ma no, è solo che hai incontrato le persone giuste”. E io ci ho creduto davvero. Poi mi sono trasferita in Irlanda e ho avuto la conferma di ciò che pensavo. Abbiamo davvero due o tre cose da imparare dagli irlandesi.

Irlanda: voce del verbo accogliere

irlandesi

Da italiana, ho la vaga sensazione che gli irlandesi abbiano più a che fare con i napoletani che con gli inglesi. Non so se siate mai stati a Napoli o se abbiate amici napoletani, ma chi ci è stato sa quanto ci si possa sentire a casa, lì. L’amico napoletano ti accoglie sbracciandosi alla stazione, ti abbraccia fino a mandarti in apnea, ti offre il caffè migliore di Napoli. Soprattutto, ti ospita a casa sua, ti offre la sua stanza e ti fa ripartire con una guantiera di paste e ricce. L’irlandese fa la stessa, identica cosa (ricce a parte).

Ti viene a prendere dalla fermata dell’autobus, molla la macchina a caso e corre verso di te per abbracciarti. Anche se non ti ha mai vista prima. Ti ospita a casa sua, ma non nel senso che ti ha mollato la mansarda e pace. No. La padrona di casa – che diventa una seconda madre nel giro di due minuti due – te l’ha arredata come Cristo comanda. Ci sono i peluche, vagonate di cuscini sul letto, un pouf, il phon, il bagnoschiuma e lo shampoo, i cioccolatini sul comodino. E tu pensi “Vabbè, ho avuto culo”. No, non hai avuto culo. Semplicemente, sei stata accolta con gioia. “Ciò che è mio è tuo” ti dice la figlia della padrona, ridendo di te che hai comprato la salsa e l’olio e lo zucchero. “Qui c’è tutto, perché sei andata a comprarlo?”. Già, perché? Perché alla gentilezza non sei abituata, ecco perché.

La gentilezza genera gentilezza

Non è certo un concetto nuovo. La fisica ci ha insegnato che ogni azione prevede una reazione, e la gentilezza non fa eccezione. E se ogni volta che entri in un negozio ti chiedono How are you?, alla fine imparerai a farlo anche tu. Chiederai a tutti come stanno, tutti i giorni. Se tutti si interessano a ciò che fai nella tua vita quotidiana, anche tu imparerai a chiederlo. Se hai cucinato un’orribile pasta col Philadelphia e chiedi “Ne vuoi un po’?”, per cura cortesia, sta’ pur certo che l’irlandese ti prenderà in parola e assaggerà. E la stessa cosa farai tu con lui, la prossima volta.

Ci ho messo un po’ a capire che dovevo sempre interessarmi agli altri, chieder loro che cosa avevano fatto di bello durante la giornata, domandare, condividere. Perché loro sono davvero interessati a ciò che hai fatto tu, durante il giorno. E tu non vuoi essere da meno, perché la gentilezza è contagiosa.

Ciò che è mio è tuo

All’inizio pensavo scherzassero, poi ho capito che facevano sul serio. Se c’è una cosa che gli irlandesi sanno fare benissimo è prendersi a cuore i tuoi problemi. Davvero, non per una questione di facciata. Come quando sono entrata in un pub ed era troppo tardi per il caffè ma il proprietario mi ha detto “Non ti preoccupare, ti troverò un caffè, cascasse il mondo”. E me l’ha trovato. O quando una ragazza mi ha comprato il biglietto del pullman perché non avevo gli spiccioli contati. O quando il barista mi ha regalato il caffè perché l’avevo chiesto così ristretto che “praticamente non esisteva”.

Se hai bisogno di una penna USB, loro non ti diranno “La puoi comprare lì e lì”, ma ti regaleranno quella loro e diranno “la nuova poi la compro io”. E le prime volte tu ti senti un po’ in imbarazzo, non sai come ricambiare la loro gentilezza e ti senti anche in difetto. Finché non ti dicono “Ehi, ma la smetti? Non ho il diritto di farti un regalo?”. Ed è vero. Loro hanno tutto il diritto di farti un regalo. Tutti noi ce l’abbiamo. Potremmo essere gentili una volta di più, dare una mano, accogliere chi viaggia, offrire ciò che abbiamo. E allora perché non ci pensiamo mai?

2 risposte a “Due o tre cose che dovremmo imparare dagli irlandesi”

  1. Ho sempre desiderato andare in Irlanda poichè trovo che sia un Paese affascinante, anzi magico. Ma dopo aver letto il tuo articolo ne sono ancora più convinta. Purtoppo la gentilezza, l’educazione vengono a mancare sempre di più nella nostra società. Vorrei che si avesse più apertura mentale nell’apprendere dalle altre nazioni per migliorarci.

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