Diario: 9 agosto 2017

Diario: 9 agosto 2017

We can’t become what we need to be by remaining what we are. (Oprah Winfrey)

E così, mancano 21 giorni. Tra 21 giorni sarò su un pullman per Roma, con la mia valigia arancione da venti chili, e il giorno dopo sarò su un aereo per Dublino. Non è propriamente paura, quella che sento. Forse somiglia di più a quel dispiacere sordo che provai a Aix-en-Provence quando arrivai di domenica pomeriggio e non riuscii a trovare un posto dove mangiare e scartai l’ultimo panino preparato da mamma e mi venne da piangere.

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10 Writing Prompts

Quante volte vi siete trovati di fronte alla pagina bianca senza sapere da dove partire?

Ecco, io moltissime volte. Per questo, di seguito potete trovare dieci spunti letterari per iniziare un racconto. Possono diventare suggerimenti validi anche per semplici esercizi di scrittura.

IMPORTANTE! Chi vuole può inviarmi i suoi racconti (uno o più di uno) all’indirizzo email biancaritacataldi@yahoo.it. Saranno editati gratuitamente da me e pubblicati sul sito 🙂

E ora, andiamo…

  1. DESCRIVI UN FUNERALE DAL PUNTO DI VISTA DEL MORTO
  2. RACCONTA UN’USCITA DI GRUPPO USANDO IL PUNTO DI VISTA DI TUTTI I PERSONAGGI IN MODO CORALE
  3. DESCRIVI UN LUOGO SENZA INSERIRE ALCUN PERSONAGGIO
  4. RACCONTA DI UNA RIMPATRIATA TRA EX COMPAGNI DI CLASSE (MA CI SCAPPA IL MORTO)
  5. IMMAGINA DI BERE UN CAFFÈ IN UN BAR COL TUO SCRITTORE PREFERITO
  6. SEI UN ANIMALE E DEVI LOTTARE PER LA TUA SOPRAVVIVENZA
  7. SEI UNA CAFFETTIERA MA TI RIFIUTI DI FUNZIONARE PER UNA PADRONA CHE ODI
  8. SEI UN/UNA ADOLESCENTE CHE SI È APPENA TRASFERITA IN UNA NUOVA CITTÀ
  9. SEI UN PESCIOLINO NELLA BOCCIA E OSSERVI TUTTO CIÒ CHE ACCADE NELLA STANZA
  10. TI SEI APPENA SVEGLIATO IN UNA VITA CHE NON È LA TUA

A luce distante

Aveva passato la giornata a mettere in ordine la casa, eppure ogni cosa continuava a essere fuori posto.

Aveva riordinato gli appunti, risistemato i libri sugli scaffali e anche quelli che giacevano sul pavimento, nell’unico posto ancora rimasto libero per loro. Aveva lavato gli specchi, spolverato i ripiani dei mobili, gettato nella spazzatura i rossetti ormai vecchi che emanavano un odore chimico. Il giradischi in funzione per tutto il giorno, gracchiante.
Aveva sudato in tutto quello strofinare, pulire, spostare oggetti. I capelli le si erano incollati alla fronte disegnandole arabeschi strani come in un tatuaggio rituale all’henné. Eppure eccolo lì, il disordine: non si era spostato di una virgola.

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