La Posta di B. – Posta del cuore Napoli-Dublino (buona la prima)

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Il bello della Posta di B. è che, ogni volta che apri una mail, ti sembra davvero una lettera. Come in questo caso. Amo Claudia, collega scrittrice e amica, come già sapete. Questa volta, arriva sul blog una sua lettera capace di creare un ponte tra Napoli e Dublino, tra lei e me. Amiche malgrado la distanza, malgrado tutto. Leggetela, perché fa sorridere e anche piangere e poi sorridere di nuovo. Questo è il dono di una scrittrice come lei: farti piangere senza smettere di ridere.

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La Posta di B. – Mamma, un racconto di Maria Capasso

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“Mamma” è il racconto che è arrivato pochi giorni fa alla casella della Posta di B. L’autrice è una carissima amica, Maria Capasso, della quale vi invito a leggere qualcosa, se ancora non la conoscete. Ecco a voi un assaggio della sua prosa che oggi ho il piacere di condividere qui sul blog. Non dimenticate che, se avete un racconto nel cassetto o una lettera per me o per chiunque altro, potete inviarmi tutto! Nulla andrà cestinato, giurin giurello. Ma ora, bando alle ciance e… buona lettura!

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A luce distante

Aveva passato la giornata a mettere in ordine la casa, eppure ogni cosa continuava a essere fuori posto.

Aveva riordinato gli appunti, risistemato i libri sugli scaffali e anche quelli che giacevano sul pavimento, nell’unico posto ancora rimasto libero per loro. Aveva lavato gli specchi, spolverato i ripiani dei mobili, gettato nella spazzatura i rossetti ormai vecchi che emanavano un odore chimico. Il giradischi in funzione per tutto il giorno, gracchiante.
Aveva sudato in tutto quello strofinare, pulire, spostare oggetti. I capelli le si erano incollati alla fronte disegnandole arabeschi strani come in un tatuaggio rituale all’henné. Eppure eccolo lì, il disordine: non si era spostato di una virgola.

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Le #interSviste: Giulia Benedetti

Giulia Benedetti è l’autrice, tra le altre opere, del romanzo “Ogni giorno viene sera“, ora disponibile in ebook e in cartaceo in tutte le piattaforme online.

Ciao, Giulia, e grazie per aver accolto quest’invito! Iniziamo subito a conoscerci meglio…

1) Sei un’autrice già affermata e in molti ti conoscono per i tuoi romanzi che raccontano l’amore con una delicatezza e una sensibilità fuori dal comune. Qual è, tra i tuoi libri, quello a cui sei più legata?
Ciao Bianca e grazie a te! Sicuramente sono molto legata a “…e quel bacio all’improvviso”, il primo volume della mia trilogia. Il motivo è molto semplice: ho scritto il romanzo in pochissimo tempo (ci ho messo il doppio per revisionarlo, ma vabbè… ahahah), ho sentito come se mi scivolasse dalle dita senza interruzione. Avere quell’entusiasmo mi ha dato una spinta non indifferente, che poi ha creato la trilogia. Inizialmente il romanzo doveva essere autoconclusivo, quindi non me l’aspettavo!
2) Qual è, invece, quello che più di tutti ha riscontrato un buon successo di pubblico?
Sicuramente “Al di là del Tevere”. Anche quello è un altro romanzo che mi è scivolato via dalle dita in qualche mese, ma mi ha lasciato dentro un turbine di emozioni infinito, tanto che ho fatto fatica a staccarmi dai due personaggi principali del romanzo per molto tempo…
3) Che rapporto hai con le recensioni dei lettori? Qual è il modo migliore, secondo te, per reagire di fronte a un’eventuale recensione negativa?
Io prendo ogni commento come costruttivo, anche quelli negativi. Reagisco bene di fronte alle recensioni negative, perché le ritengo utili a creare qualcosa di migliore.

4) Parlaci del tuo modo di lavorare. Scrivi una scaletta? Hai delle schede per le trame dei romanzi e per le caratteristiche dei personaggi? Raccontaci un po’…
Di solito faccio una scaletta dei capitoli, nel senso che imposto già il numero e faccio un elenco degli eventi contenuti all’interno di ognuno. Per quanto riguarda i personaggi faccio una sorta di scheda descrittiva, anche se molti aspetti caratteriali li modifico in fase di stesura.
Per la trama utilizzo il metodo dei capitoli, così ho già praticamente la trama scritta all’interno.

5) Tre aggettivi che sceglieresti per descrivere la “Giulia autrice” e tre per descrivere la “Giulia donna”
Giulia autrice: coraggiosa, umile, meravigliata
Giulia donna: solare, altruista, disponibile

6) I social: quanto sono importanti per un autore emergente?
Moltissimo. Lo strumento PAGINA AUTORE di Facebook secondo me è un modo utilissimo per raggiungere un target alto di persone in tutto il mondo.
7) Quali consigli daresti a uno scrittore alle prime armi?

Di leggere tantissimo, perché solo così si riesce a scrivere una bella storia. E poi la cosa importante è emozionare, quindi… bisogna metterci il cuore in ogni parola.

Grazie di cuore per essere stata con noi e a presto!

PrimaVerrà

Ci siamo, allora: l’inverno sta finendo. C’è questa pagina della Vita nova che da qualche giorno mi ronza nella testa. C’è Beatrice, no?, e davanti a lei cammina Giovanna, chiamata Primavera per la sua bellezza. Ma non si tratta solo della sua bellezza, in realtà. Lei è la primavera perché Prima Verrà, perché anticiperà Beatrice. Mi è sempre piaciuto, questo gioco di parole.

Così, in questi giorni, questo ritornello mi ronza nella testa e si è rafforzato, in particolare, nelle 48 ore trascorse a Firenze. Sono partita che era martedì mattina, sono arrivata di notte, ho trascorso un giorno lì e sono ripartita giovedì mattina. E lì, guardando l’Arno verde smeraldo alla luce del mattino, e le botteghe di Ponte Vecchio che secondo la mia compagna di viaggio sono Diagon Alley, e i lucchetti intorno alla ringhiera con su scritto “Vietato mettere lucchetti”, pensavo alla primavera in arrivo, a quel vento scombinato che non si sa mai dove ti lancerà i capelli, a quel non so che di sonnolento che è nell’aria e che, chissà come, ha la stessa forma di un risveglio.

Photocredit: Bianca Cataldi

 

C’è qualcosa di molto divertente nei viaggi che durano 48 ore. Non hai il tempo di abituarti a ciò che vedi, devi fare in fretta e al tempo stesso non vuoi dimenticare nulla. E poi ci sono i bar, i caffè a tre euro, il caffè con panna che arriva anche a quattro ma chissenefrega, una volta si muore. La pizza col pesto in via de’ Calzaiuoli, il gelato cioccolato e menta, e tutti quei negozi pieni di borse di pelle che costano più di tutta me e un pezzettino del mio gatto.

Gli interminabili viaggi in pullman, quella primavera che già si intuisce all’orizzonte, spalmata in un cielo rosso fuoco al tramonto, mentre l’ordine casuale dell’iPod manda in loop Battisti con Vento nel vento e, guarda un po’, ecco qui le pale eoliche tra la fermata di Napoli e quella di Andria. Ho sempre amato le pale eoliche, chissà perché. Specialmente così, con Battisti immenso negli auricolari troppo stretti per contenerlo e il tramonto di fine inverno lì fuori, rosso e viola, raschiato nell’azzurro.

C’è una primavera lì fuori, in attesa al varco. Preparo uno degli ultimi tè caldi della stagione, accendo ancora una volta il caminetto e lascio che il gatto mi si aggrappi al maglione, tanto ormai i fili li ha già tirati tutti. Verdino mi fissa dalla culla, con quegli occhi che sembrano già capire così tanto.

Se domani sarà bel tempo, potrò finalmente tirar fuori dall’armadio la mia gonna preferita, quella verde smeraldo. Primavera. Prima verrà.