Intervista a Barbara Nalin, traduttrice

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Barbara Nalin, conosciuta dal pubblico come l’autrice del romanzo Nella Tela del Tempo, è oggi ospite del blog in qualità di traduttrice. Nata ad Adria ma veronese di adozione, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere all’Univeristà di Verona. Si è specializzata in traduzioni dall’inglese e dal francese all’italiano ed è traduttrice full time da più di quindici anni. Barbara è anche scrittrice di romanzi con all’attivo quattro libri: “I Guerrieri dell’Arcobaleno e la Profezia di Vallecolore”, “Nella tela del tempo”, “Il cuore non ha circonferenza” e “Il cuore non ha ricette”. Conosciamola un po’ meglio…

Intervista a Barbara Nalin

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Ciao, Barbara, benvenuta nel blog! Parlaci un po’ di te e di com’è nata la tua passione per la parola scritta, sia in qualità di scrittrice che di traduttrice.

Buongiorno a voi! Nella vita faccio la mamma, la scrittrice, la traduttrice e infine aiuto le persone nel loro percorso di consapevolezza attraverso tecniche di scrittura. La parola scritta è sempre stata presente in me, ricordo che da adolescente scrivevo intere storie ispirate ai romanzi Harmony – Dio, quanto li amavo! – e passavo pomeriggi a casa di una mia amica a leggergliele. Poi le cose sono cambiate, per molti anni ho abbandonato la scrittura perché a scuola i professori mi dicevano che non ero intelligente e che non sapevo scrivere. Sono stati anni molto difficili, venivo presa di mira di continuo, ero molto schiva e ci mettevo un attimo a chiudermi. Ma si sa, quando hai un dono lo puoi negare, disconoscere per un certo periodo di tempo, ma poi la vita ti chiama e tu a quel punto non puoi più esimerti dall’abbracciare quel dono e farne la tua ragione di vita.

La mia scrittura è sempre stata particolare. Come tanti scrittori, artisti, poeti, scrivo sotto ispirazione, un’ispirazione che mi ha portato a creare storie VIVE, il cui andamento si modifica durante la scrittura.
OGNI SCRITTURA è anche un PROCESSO ENERGETICO, una realtà “altra” in cui si elaborano vissuti e si sciolgono emozioni bloccate. L’arte è un processo di guarigione e, se usato in modo consapevole, rafforza il suo effetto.
Ho preso consapevolezza di tutto questo e negli ultimi mesi, ho iniziato, insieme a Noemi Fiorentino, a scrivere DIALOGHI che avessero la funzione di AVVIARE un processo di liberazione da dinamiche antiche e ripetitive.
Per quanto riguarda la traduzione, ho sempre amato tradurre fin dai tempi delle superiori e le lingue erano le materie dove mi contraddistinguevo. Ricordo che la mia professoressa di inglese, durante un colloquio disse a mia madre: “Ha un modo di tradurre che ne ho visti pochi, il modo in cui gira la frase, in cui mette l’anima nelle parole”. Ecco, penso che quel commento sia stato la chiave di volta che mi ha fatto decidere di iscrivermi all’università di Lingue e Letterature straniere e cominciare poi a collaborare con case editrici della mia zona.

Quale credi sia l’aspetto più piacevole ed entusiasmante del tuo lavoro? E, al contrario, qual è la più grande difficoltà che un traduttore può incontrare.

L’aspetto più piacevole è sicuramente avere la possibilità di entrare nelle storie degli altri, di riuscire a capire le loro emozioni e il messaggio che hanno voluto mettere su carta. Al contrario, la più grande difficoltà è proprio cercare di capire cosa voleva dire l’autore, il lavoro del traduttore è un lavoro certosino, di continua ricerca e passione.

Tradurre un testo (in particolar modo se letterario) significa trasferire in un’altra lingua non solo un’opera ma anche un’intera cultura. Quanto lavoro di studio e documentazione c’è dietro la traduzione di un testo?

C’è moltissimo lavoro, molti non capiscono il grande impegno e anche le difficoltà che riscontriamo quando si cerca di mettere in una lingua diversa le sensazioni e le emozioni che quel testo ha suscitato in te. Io, per esempio, utilizzo ancora il vecchio vocabolario, sia bilingue che madrelingua, la ricerca della parola esatta, dell’espressione fatta ad hoc per quello scritto è fondamentale e come tale va soppesata, pensata e ricercata.

Quanto influisce la tua attività di scrittrice sul tuo lavoro di traduttrice? Ti aiuta a rendere più organico il testo letterario che stai traducendo?

Assolutamente sì! Delle volte, io e la mia collega Tina Ferraiuolo, madrelingua inglese, ci siamo ritrovate a fare anche un lavoro di editing del testo. L’inglese è una lingua molto diversa dalla nostra, i testi italiani sono costruiti utilizzando grandi discorsi, grandi parole, quelli inglesi si basano più sulla costruzione della storia e per come la vedo io, non si perdono in tanti voli pindarici, quindi quando mi approccio a un testo, talvolta, mi sono ritrovata a fornire anche un lavoro di editing.

Se volessi dare un consiglio a coloro che vogliono avvicinarsi a questa professione, quale sarebbe?

Il consiglio che posso dare è di studiare sempre, di aggiornarsi, di leggere molti libri in lingua, guardare film e naturalmente approcciarsi con molta umiltà alle persone perché è sempre uno scambio vicendevole quello che si crea tra traduttore e autore.

Quanto tempo se ne va, solitamente, per una traduzione di un romanzo di circa centocinquanta pagine?

Di solito ci si impiega dai due mesi ai tre mesi, c’è magari chi ci mette di meno, ma io sono molto pignola e mi piace fare le cose per bene.

Qual è, a tuo parere, il genere letterario più spendibile e apprezzato all’estero?

Il genere letterario più spendibile e apprezzato è dal mio punto di vista il romance, ma anche il giallo, entrambi direi.

Infine, tre aggettivi per descriverti come traduttrice.

Mi ritengo estrosa, creativa e precisa!

Grazie infinite per essere stata con noi!

E per tutti i lettori: non dimenticate che potete contattare Barbara all’indirizzo email naliba@virgilio.it.

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Pian piano la lumachina arrivò

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Piano, senza fretta, senza affannarsi troppo. Mia madre me lo ripeteva sempre, quand’ero ragazzina e frequentavo il conservatorio e il liceo. Contemporaneamente. Mi vedeva fare i compiti a mezzanotte dopo cinque ore di scuola e quattro di conservatorio. Preparava il tè mentre io sbattevo la testa contro i libri e diceva “Con calma”. Da qualche tempo mi sorprendo spesso a pensarci. Uno dei libri che ho letto a gennaio, Il pastore d’Islanda, mi ha colpito proprio per questo. Un passo dopo l’altro, non puoi che arrivare a destinazione. Ma allora come si fa a controllare l’ansia? Esiste davvero un modo per evitarla?

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5 aforismi per il 2018

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Aforismi: quando penso a questa parola, mi vengono in mente i Baci Perugina. La Rochefoucauld. Le citazioni trite e ritrite che troviamo su Facebook un giorno sì e l’altro pure. Bukowski. Alda Merini. Meraviglie che diventano banali a furia di essere masticate e risputate. Così, ho pensato di scegliere cinque aforismi per il 2018, ma di sceglierli con cura. Non tutti saranno brevi come un vero aforisma dovrebbe essere, ma ce li faremo andar bene. Ho scavato tra le mie letture per trovare cinque citazioni che possano illuminare quest’anno. E voi avete scelto le vostre “citazioni guida” per il 2018? Scrivetele nei commenti!

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Libri, film, telefilm: Dicembre 2017

Come ogni mese, eccoci qui a parlare delle letture, dei film e dei telefilm delle ultime settimane. Il mese di dicembre è iniziato col botto grazie alla #Weekathon, che mi ha permesso di leggere un libro al giorno per 7 giorni. Nel caso in cui vi foste persi il post riassuntivo di questa meravigliosa esperienza social, potete trovarlo qui. Per quanto riguarda il resto, ho recuperato alcune letture che avevo lasciato in Italia, visto che sono tornata lì per Natale. E voi che cosa avete letto durante le Feste? Scrivetelo nei commenti! La mia wish list ha sempre fame, parrebbe.

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Natale tra i libri: 10 letture natalizie pubblicate nel 2017

Natale si avvicina e io, da booklover di professione, non posso che circondarmi di libri a tema. A ogni stagione i suoi libri, no? Ogni anno, in questo periodo, inizio a comprare romanzi al sapore di pan di zenzero e cioccolata calda. Siete come me? In tal caso, questo articolo è ciò che fa per voi. Ho raccolto dieci titoli tra quelli a tema natalizio pubblicati nel 2017. Ne avete già letto qualcuno? Che ne pensate?

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La Posta di B. – Il veleno insidioso delle aspettative

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Aspettative: chi non se ne fa fin troppe su qualunque cosa? Persone, percorsi di studio, lavoro, amicizie… Ognuno di noi è naturalmente portato a immaginare che tutto possa andare per il meglio. Questo, però, ci porta spesso ad avere a che fare con la delusione. Di questo ci parlerà oggi F.B., che ringrazio per questa lettera sincera e sentita arrivata tempo fa alla Posta di B. Cara amica, cercherò di risponderti con quel po’ che l’esperienza mi ha insegnato. E intanto ti abbraccio, fortissimo <3

p.s. ricordate che la Posta di B. è sempre aperta per le vostre lettere o racconti o poesie o fotografie o qualunque cosa vogliate condividere in questo spazio!

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#Weekathon 2017: Racconto di un’esperienza

Oggi vi racconto com’è andata la #Weekathon, la maratona di lettura lunga una settimana che si è conclusa proprio ieri. Se c’è una cosa che amo delle reading challenge, è che permettono di condividere letture e opinioni con gli altri lettori. Non solo: ci danno una spinta per completare quelle letture che stavamo rimandando da troppo tempo. Di una cosa sono sicura: è un’esperienza da ripetere. Infatti, la #Weekathon tornerà di certo anche nel 2018. Qualcuno di voi forse avrebbe voluto partecipare ma non ha fatto in tempo: nessun problema! Si ripeterà 🙂

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#Weekathon challenge 2017: una lettura al giorno dal 1 al 7 dicembre

La Weekathon è qualcosa che avrei sempre voluto organizzare e che poi ho sempre rimandato. All’inizio doveva essere qualcosa di privato, per me e i miei amici, ma poi ho pensato di portarlo sul blog. Si tratta di una settimana ben precisa (dal 1 al 7 dicembre) in cui si prova a leggere un libro al giorno. Lo so, può sembrare impossibile, ma d’altra parte è per questo che è una challenge. Tutti voi sapete che sono un’amante dei libri e che ho un’infinità di letture da smaltire. E allora perché non provarci? Partecipare è semplicissimo. Ecco a voi le poche, praticamente soltanto due, regole del gioco.

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De gustibus non est disputandum (ovvero del coraggio di avere un’opinione)

Non si possono giudicare i gusti altrui. Questo è quello che continuiamo a sentirci ripetere sin dalla notte dei tempi, ma ci crediamo davvero? Ci ho pensato tanto, a lungo. Ancora ci penso, soprattutto quando scorro la bacheca di Facebook. Facebook è una miniera di giudizi che volano e rimbalzano da un profilo all’altro. Ti piace quello scrittore? Non capisci un cazzo. Ti è piaciuto quel film? Non capisci un cazzo reloaded. Quello che penso è che a volte può anche piacerci qualcosa che fa schifo. Così, per sfizio. Non per questo saremo meno intellettuali di tutti quegli altri a cui piacciono sempre le cose giuste.

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Autunno: 5 libri da leggere in questa stagione

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L’autunno è la stagione delle prime piogge, dei pomeriggi passati in casa con una copertina sulle gambe. Una tazza di tè bollente. E, naturalmente, un buon libro. Oggi ho selezionato per voi cinque titoli di libri ambientati in autunno o che comunque fanno riferimento a questa stagione. Alcuni di questi li ho già letti, altri sono nuovi anche per me ma li leggerò a breve. Voi ne avete letto qualcuno? Vi vengono in mente altri titoli da aggiungere al post? Scriveteli nei commenti!

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