Libri, film, telefilm: Maggio 2018

Maggio è ormai finito, e con lui sono successe diverse cose: il ritorno estivo in Italia, il SalTo18 e il mio compleanno. Essendo stato un mese di viaggi, sono riuscita a leggere parecchio e, come sempre, oggi vi presento il riepilogo delle ultime settimane. E voi che cosa avete letto/visto?

I libri di maggio

maggio

LA TRAMA:

In a small town in 1950s Ireland a fifteen-year-old boy has illicit meetings with a thirty-five-year-old woman – in the back of her car on sunny mornings, and in a rundown cottage in the country on rain-soaked afternoons. Unsure why she has chosen him, he becomes obsessed and tormented by this first love. Half a century later, actor Alexander Cleave – grieving for the recent loss of his daughter – recalls these trysts, trying to make sense of the boy he was and of the needs and frailties of the human heart.

LA MIA OPINIONE:

La lettura non è stata veloce, niente affatto. Riconosco che è un buon romanzo, un’opera letteraria pensata con cura e ben scritta, però ammetto che ho fatto fatica. Non c’è tensione, il racconto procede lentamente e per intoppi. Soprattutto, ho detestato le incursioni della voce narrante. È vero, è scritto come fosse un memoir, ma ho letto memoir meno fastidiosi in tal senso. Una bella idea, un grande talento, ma un risultato solo parzialmente riuscito, a mio parere.



maggio

LA TRAMA:

When the journalist Lynn Barber was 16, she was picked up at a bus-stop by an attractive older man who drew up in his sports car – and her life was almost wrecked. A bright confident girl, on course to go to Oxford, she began a relationship which, incredibly, was encouraged by her conventional, suburban parents and which took her into the louche, semi-criminal world of west London just as the 1960s began. Ruin beckoned, until one day she made an important discovery.

LA MIA OPINIONE:

C’è un problema, con questo libro: la sinossi e la cover non c’entrano niente. Capisco il marketing, davvero, lo capisco, ma andatevene al diavolo lo stesso. Se in un libro c’è un pochino pochino di X e tantissimo di Y, io nella sinossi non voglio leggere che c’è solo X. Mi spiego? Mi aspettavo di trovare in questo memoir la storia che ha ispirato l’omonimo film, ma non è stato così. Venti pagine per parlarne (in maniera spocchiosa, tra l’altro. Signora Barber, lei mi sta un tantino sulle scatole). Le altre cento parlano di lavoro, di come ha fatto a far carriera come giornalista, bla bla. Bello, piacevole, per carità di Dio. Ma non è ciò che ho comprato.

LA TRAMA:

È la storia di Jim Willard, figlio “normale” di una famiglia della media borghesia del Sud: bello, atletico e schivo. E innamorato di Bob Ford, il suo migliore amico. Vidal scandalizzò l’America, suscitando reazioni sdegnate. Il suo editore newyorchese, E.P. Dutton, lo detestò. Il “New York Times” rifiutò di pubblicizzare il libro, nessun giornale americano lo recensì e “Life” lo accusò di aver fatto diventare omosessuale la più grande nazione del mondo. Ma in poche settimane il libro fu un bestseller. Il romanzo racconta la ricerca ostinata e ossessiva di Bob da parte di Jim, dopo un weekend d’amore sul fiume che segna per sempre il suo destino. Trascorrono gli anni e Jim, ancorato al passato, è come una statua di sale. Nessuno dei suoi amanti riesce ad avere il suo cuore, fino all’incontro finale con Bob, l’amore della sua giovinezza, che riserva un emozionante colpo di scena.

LA MIA OPINIONE:

Ricorderò questo romanzo per uno degli incipit più poetici che abbia mai letto (no, non ve lo riporto: leggetevi il libro). È stato il mio primo Gore Vidal e di suo ho già qualcos’altro nel kindle, per cui penso che la nostra relazione continuerà a lungo. Mi piace la sua scrittura asciutta ma mai fredda, sempre senza fronzoli inutili, sempre avvincente. Questo romanzo trasuda malinconia, la si avverte appiccicosa sulla pelle come l’umidità d’estate. Ma è davvero un ottimo romanzo, nonché un buon esempio di letteratura LGBT degli inizi. Leggetelo, se potete.

LA TRAMA:

Questa raccolta di poesie è nata per raccogliere le emozioni.
Spesso sono quelle del presente e ci fanno sorridere.
Spesso sono quelle del passato e ci intristiscono per ciò che non c’è più.

LA MIA OPINIONE:

In questo blog si è parlato spesso di Maria Capasso, sia per recensire le sue opere che per ospitare dei suoi racconti inediti. Questa volta, sotto i riflettori finisce una raccolta di poesie, delicata e leggera, da leggere a cuore spalancato, magari seduti su una panchina del parco. Maria sa portare su carta le emozioni più profonde, e noi non possiamo far altro che sentirci descritti dalle sue parole.

LA TRAMA:

Tara Westover grew up preparing for the End of Days, watching for the sun to darken, for the moon to drip as if with blood. She spent her summers bottling peaches and her winters rotating emergency supplies, hoping that when the World of Men failed, her family would continue on, unaffected.

As she grew older, her father became more radical, and her brother, more violent. At sixteen Tara decided to educate herself. Her struggle for knowledge would take her far from her Idaho mountains, over oceans and across continents, to Harvard and to Cambridge. Only then would she wonder if she’d travelled too far. If there was still a way home.

LA MIA OPINIONE:

Che storia incredibile! Mi piacciono moltissimo i memoirs (a questo punto si sarà capito), soprattutto quando raccontano storie come questa. Storia di rivincita personale, di vita conquistata, di ostacoli enormi superati. Interessante il punto di vista sull’ossessione religiosa, incredibilmente scevro di giudizi al vetriolo ma di umana comprensione (che però non giustifica determinati eccessi). Di fondo, la domanda universale: “Dov’è casa?”. Davvero un libro da leggere, con calma, assimilando tutto ciò che una storia così incredibile ha da insegnarci.



LA TRAMA:

Back in the 1980s, Denis and Michael O’Donnell were at the center of Dublin’s college scene. Sandy-haired and blue-eyed, the brothers held court in that famous house, throwing the parties, turning up the music, and breaking hearts all around them. But as final exams approached and nerves began to fray, the crowd fell into bitter dispute. And a rift opened between the O’Donnell boys that neither knew how to heal. Now 20 years later, despite the passage of time and their wives’ best efforts, the division between the brothers persists. But now there’s going to be a party on Saturday night, in the O’Donnell heartland, and Denis’s wife Julia thinks this might be the chance for a reunion between the brothers, and maybe even between herself and Denis.

LA MIA OPINIONE:

Ormai lo sapete: ho una particolare ossessione per la narrativa irlandese. Questo romanzo mi è entrato nel cuore per diversi motivi, ma soprattutto perché è ambientato per la maggior parte non solo nella città in cui vivo, ma nella mia università. È stato emozionante vedere lo UCD com’era negli anni Ottanta, con tanti edifici in meno, ma anche con lo stesso lago, gli stessi gradini di pietra, la biblioteca. Questo romanzo è davvero molto irlandese, nel senso che molte cose sono difficili da afferrare per chi non vive qui, dalle frasi in gaelico qui e lì senza traduzione ai riferimenti alla Garda. Se fosse stato tradotto in italiano, di sicuro sarebbe stato pieno di note esplicative. Ma non è mai successo perché questo libro l’ho letto forse solo io, anche in Irlanda. È stato presto dimenticato ed è quasi introvabile, e mi chiedo il perché. L’ho trovato un romanzo appassionante, scritto benissimo, sincero. Bah, misteri del marketing.

LA TRAMA:

LA MIA OPINIONE:

Ho avuto il piacere di lavorare su questo romanzo, ed è stata davvero un’esperienza bellissima. Di Benedetta ho già letto altro, e trovo che con questo romanzo si sia superata. L’ho già definita altre volte la Colleen Hoover italiana e penso che davvero meriti di essere letta da chi ama le storie d’amore non convenzionali ed emozionanti. Questa, in particolare, è una storia che vi farà soffrire, ma soltanto per restituirvi la speranza e il sorriso insieme a quelli di Amélie e del suo chitarrista newyorkese. Leggetelo, perché ne vale davvero la pena.

LA TRAMA:

Ancora una volta Andrea Vitali ha fatto centro: Olive comprese è una travolgente giostra di personaggi e vicende irresistibili e divertenti, e insieme il ritratto dell’Italia più vera e profonda.
Protagonisti, più o meno volontari, quattro ragazzi di paese, una banda di «imbecilli» che mette a soqquadro l’intera Bellano. Naturalmente finiscono subito nel mirino del maresciallo maggiore Ernesto Maccadò, che avverte le famiglie gettandole nel panico. A far da controcanto, la sorella di uno di loro: la piccola, pallida, tenera Filzina, segretaria perfetta che nel tempo libero si dedica alle opere di carità: ma anche lei, come altre eroine di Vitali, finirà per stupirci.

LA MIA OPINIONE:

Un libro divertente, scoppiettante, che si legge in poche ore malgrado la mole. Non sarà una grande opera letteraria, ma è un ottimo testo per chi cerca una lettura di puro intrattenimento. Leggerò senz’altro altri titoli di Vitali che è un vero narratore, e che scrive con allegria e uno stile scorrevole e pieno di vitalità.

 

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