Non avevo soldi né tette a sufficienza per fare la star di Instagram

Instagram: che mondo allucinante. Forse ancor più di Facebook, il che è tutto dire. Mi sono chiesta spesso quale sia il meccanismo che scatta dentro di noi quando seguiamo gli/le influencers sui social. Forse vorremmo segretamente essere come loro? Andare in vacanza alle Maldive e avere un fidanzato che ci fotografa come un artista (alla faccia degli ex che ci tagliavano i piedi e ci facevano uscire storte)? Certo, senz’altro questa è una risposta. Perché, diciamoci la verità, chi non vorrebbe avere il 20% del guardaroba e della possibilità di viaggiare di una influencer qualunque? E se la vostra risposta è “io no, sono diversa”, allora una di noi due sta mentendo.

Quando c’era Windows 98

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Ho iniziato a scrivere a undici anni perché mia madre non mi permetteva di navigare in internet. A casa avevamo un Acer grigio grande quanto un cassonetto della spazzatura. Sistema operativo: Windows 98. Quando ci si connetteva, si bloccava la linea telefonica e la nonna non poteva chiamare. To cut the story short, il motivo principale per il quale ho iniziato a scrivere è stato l’assenza di internet. È una metafora? No, è la verità, ma potrebbe essere una metafora. Spesso mi chiedo: che cosa sarebbe successo se mia madre mi avesse permesso di navigare no limits? E che cosa ne sarebbe stato di quei romanzi orribili che ho scritto a dodici anni? Forse avrei scritto su Wattpad e sarei diventata la nuova Cristina Chiperi (si chiama così?). O avrei fatto la YouTuber coi controcazzi, mica la blogger povera col canale quale sono adesso. In ogni caso, sarebbe stato tutto diverso.



Star (povere) di Instagram

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A suscitare questa mia riflessione sulla povertà, le tette e Instagram è stato un articolo apparso qualche giorno fa sulla mia bacheca di Facebook. In soldoni (letteralmente) si parlava di questa ragazza ventiseienne (gulp! coetanea!) che si è indebitata fino al collo per poter condurre una vita degna di Instagram. Come descrivere tale vita? Beh, borse e vestiti firmati, tanto per incominciare. Bar e pub esclusivi per le foto fighe, riviste patinate, viaggi megagalattici. Non prendo per il culo chi lo fa perché l’ho fatto pure io. Certo, nei limiti della mia povertà. Ho viaggiato come viaggia una blogger povera. I miei vestiti vengono da AliExpress, cinque euro l’uno. Le borse vengono dal marocchino con la bancarella a San Trifone. Ma di certo questo non basta per far di me una star di Instagram (oltre al fatto che non ho assolutamente la capacità di scattare foto fighe, non so se mi spiego). E poi non ho le tette. Che c’entrano le tette, vi chiederete voi. C’entrano, c’entrano…



Le physique du rôle

Da piccola sembravo una bambina povera del Kosovo. Poi ho incominciato ad assumere il fisico della studentessa di Lettere che spera di diventare un vampiro e non si abbronza neanche per errore. Infine, sono diventata la dottoranda dei climi freddi, senza estate né bikini né niente. Non so nuotare (cioè sì, annaspo, ma non è che quello sia nuotare) e quindi le foto fighe in piscina non le posso fare. Sono andata a Budapest alle terme ma non avevo il fidanzato a farmi la foto a occhi chiusi tra i vapori e io un selfie a occhi chiusi non lo so fare. Quando faccio la poser sembro deficiente. Il primo sorso di vino mi va sempre di traverso e sembro scema anche nella foto col vino. Insomma, ragazzi, alla fine ho capito che proprio non potevo farlo. Non è per me. È impossibile. Non mi resta altro che continuare a scrivere romanzi finché non mi cresceranno contemporaneamente le tette e il conto in banca. Spoiler: mai.

 

Una risposta a “Non avevo soldi né tette a sufficienza per fare la star di Instagram”

  1. Chi ama scrivere lo fa comunque e dovunque, sia che abbia il pc di ultima generazione sia che abbia un rotolo di papiro, non è un fatto di tecnologia nè di tempo, è qualcosa che sta dentro un’anima e l’anima che vuole parlare ha una penna senza freni.
    Star di Instagram? Blog influencer? Bleah… tutta roba virtuale, fatta da gente virtuale con tette virtuali e un’anima virtuale, come spengi il computer non esistono più. Leggi un libro non virtuale e continua a scrivere cose non virtuali, quelle restano per sempre, e da come scrivi sembra ti riesca anche bene.

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