Libri, film, telefilm: Dicembre 2017

Come ogni mese, eccoci qui a parlare delle letture, dei film e dei telefilm delle ultime settimane. Il mese di dicembre è iniziato col botto grazie alla #Weekathon, che mi ha permesso di leggere un libro al giorno per 7 giorni. Nel caso in cui vi foste persi il post riassuntivo di questa meravigliosa esperienza social, potete trovarlo qui. Per quanto riguarda il resto, ho recuperato alcune letture che avevo lasciato in Italia, visto che sono tornata lì per Natale. E voi che cosa avete letto durante le Feste? Scrivetelo nei commenti! La mia wish list ha sempre fame, parrebbe.

I libri di B. di dicembre

dicembre

“There may be in the cup
A spider steep’d, and one may drink, depart,
And yet partake no venom; for his knowledge
Is not infected; but if one presents
The abhorr’d ingredient to his eye, make known
How he hath drunk, he cracks his gorge, his sides,
With violent hefts; – I have drunk, and
Seen the spider”.

LA TRAMA:

The Winter’s Tale is a play by William Shakespeare, first published in the First Folio in 1623. Although it was listed as a comedy when it first appeared, some modern editors have relabeled the play a romance. Some critics, among them W. W. Lawrence (Lawrence, 9-13), consider it to be one of Shakespeare’s “problem plays”, because the first three acts are filled with intense psychological drama, while the last two acts are comedic and supply a happy ending.

LA MIA OPINIONE

Commedia (dramma?) della gelosia. Questo play, che non avevo mai letto e che non avevo approfondito neppure a scuola, è davvero particolare. Inizia come una tragedia, termina come una commedia. Fatto sta che per la maggior parte del tempo mi ha ricordato Otello, ovviamente con un diverso finale. Davvero molto interessante. Non escludo di tornarci con più calma per rileggerlo e approfondirne la conoscenza. D’altronde, sono del parere che Shakespeare non possa mai essere letto una volta sola.

dicembre

LA TRAMA:

Reed’s boyfriend, Thomas Pearson — the popular, easygoing, irresistibly handsome and charismatic boy she fell in love with — is dead. No one knows how it happened, and everyone is after the truth. Or are they?
Life at Easton Academy begins to feel very different. Taylor is acting like the poster child for Prozac, Kiran is spiking her cornflakes, Noelle is being kind of…nice, and Arianna keeps floating along as if nothing has happened.

LA MIA OPINIONE

Questa è una di quelle serie ‘scacciapensieri’ che tengo sempre pronte nel kindle per i momenti stressanti. Si tratta di una serie piacevole, sulla falsariga di Gossip girl, senza troppe pretese. Scritta molto molto bene, però. Questo libro è il terzo volume della saga.

 

“Parlano continuamente della loro gloria passata. Io invece venderei questo albergo per un piatto di lenticchie”. Avendogli fatto osservare che l’albergo non era suo, replicò:
“Appunto”.

LA TRAMA:

Nessun libro come il “Diario notturno” (1956) riesce a contenere in sé finemente distillata nella sostanza e nella forma – l’intera opera di Ennio Flaiano. Vi ritroviamo infatti tutti i costituenti primari del suo modo di essere, psicologico e letterario: il pessimismo lucido e dolente; la coscienza del nulla vissuta attraverso la quotidiana consunzione dei volti, dei luoghi, dei ricordi; la percettività del moralista di scuola francese, perso in un Paese che si preoccupa di tutt’altro. E vi ritroviamo tutte le forme che Flaiano prediligeva: il racconto ingegnoso e fulminante, l’apologo ora amaro ora grottesco, il taccuino di viaggio che intaglia immagini icastiche, il dialogo corrosivo e sarcastico, l’aforisma che non si lascia dimenticare.

LA MIA OPINIONE:

Di Ennio Flaiano avevo già letto Melampus, opera molto sottovalutata e poco conosciuta. Amo questo scrittore tra i meno osannati della nostra letteratura nazionale. Lo amo per la sua schiettezza, per la chiarezza di linguaggio, per la sua visione clinicamente lucida della vita. Leggerlo fa sempre molto male, sappiatelo. Taglia come un bisturi.

“To work so many years, and then to miss the train”, Ellie said. You saw by her face that she was undauntedly wondering, unsatisfied, waiting for the future.

LA TRAMA:

This complete collection includes all the published stories of Eudora Welty. There are forty-one stories in all, including the earlier collections A Curtain of Green, The Wide Net, The Golden Apples, and The Bride of the Innisfallen, as well as previously uncollected stories. With a Preface written by the Author especially for this edition.

LA MIA OPINIONE:

Non è semplice affrontare questa importante e massiccia raccolta di racconti. E dico che non è semplice per due motivi. Uno: è scritta in un inglese fortemente americanizzato, con espressioni dialettali. Due: ogni racconto è un cazzotto da qualche parte. Leggerli di seguito non è letteralmente possibile. Bisogna centellinarli perché per ogni storia è necessario riflettere, let it sink in. Si tratta però di una lettura importante e di un’autrice che dovremmo conoscere un po’ di più anche in Italia.



LA TRAMA:

Sposarsi con un vampiro non era esattamente nei piani di Jessica Packwood, studentessa all’ultimo anno di liceo. Ma Lucius Vladescu, uno studente straniero dalla bellezza folgorante, compare nella sua vita e le rivela le sue vere origini: Jessica è stata adottata; il paese da cui proviene è la Romania e i suoi veri genitori sono i capostipiti di un potente clan di vampiri, i Dragomir. Lucius e Jessica sono stati promessi in matrimonio al momento della loro nascita e hanno il compito di riportare la pace fra i Dragomir e i Vladescu.

LA MIA OPINIONE:

Avevo questo libro in coda di lettura praticamente da secoli. Parliamo dell’epoca in cui ancora gestivo un blog di recensioni su blogspot. Eoni fa, insomma. Siccome in questo periodo (sarà il Natale) mi sento benintenzionata, sto cercando di smaltire le mie vecchie letture. Così eccomi qui, a leggere uno YA vampiresco in ritardo di quasi dieci anni. Per ogni moda in campo editoriale, esiste un contro-filone ‘ironico’. I libri erotici fanno successo? Bene! Scriviamo romanzi che facciano ridere e prendano per il culo gli erotici. Questo libro è la presa per il culo dei libri sui vampiri, insomma. Tanti anni fa fece un sacco di successo, tutte le blogger fighe lo recensirono splendidamente, bla bla. Io, in ritardo di quasi dieci anni e ormai fuori dall’influenza modaiola, vi posso dire che non è male. Non male, ma di certo non il gran capolavoro dei nostri giorni come lo dipingevano le recensioni dell’epoca.

LA TRAMA:

Gloria e Andrea, due fratelli ventenni, trascorrono l’estate in Puglia, nel villaggio di Riva Marina, una lussuosa distesa di ville bianche identiche l’una all’altra. Gloria ha appena finito il liceo e si rapporta al mondo e agli altri con un distacco feroce. L’unica eccezione sembra essere rappresentata dal fratello che, andato a studiare arte in America, torna a casa per le vacanze assieme a un amico di Los Angeles. Andrea si ritrova a confrontarsi con l’immobilità di un Sud in cui niente cambia, esattamente come le persone che vi sono rimaste: dalla madre succube di una difficile situazione familiare, alla sorella coi suoi problemi alimentari, fino alla rete di amici annoiati che continuano a divertirsi fra droghe, teppismo e promiscuità sessuale. La morte di uno di loro, arrogante e violento, costringerà gli altri a fare i conti, ciascuno a proprio modo, con la necessità dell’accettazione e del cambiamento.

LA MIA OPINIONE:

Bret Easton Ellis calato in un corpo di donna e piazzato a scrivere al piccì il capolavoro del secolo. Io adoro Ellis, follemente. E questo romanzo mi è sembrato una sua fotocopia sbiadita, scarnificata e autocompiaciuta. Prendiamo un po’ da Le regole dell’attrazione, un po’ da Meno di zero, mettiamoci un morto (ah no, quello era già in Ellis) ed è fatta. Ah no, aspè: mettiamoci la Puglia che ultimamente va di moda, fa tanto terra nostra, i pugliesi apprezzano e siamo tutti contenti. Non ho dubbi che la Altamura abbia del talento, da qualche parte. Solo, credo che voglia dimostrarlo con così tanta forza che alla fine non si riesce a vederlo. Per lei, a mio modesto parere, vale il discorso già fatto per la PugnoVoglio essere la nuova voce italiana apprezzata dal pubblico intellettualoide. Che poi, ora che ci penso, è più o meno quello che è stato scritto nella quarta su Amazon.



“Le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge”.

LA TRAMA:

Maria e Tzia Bonaria vivono come madre e figlia, ma la loro intesa ha il valore speciale delle cose che si sono scelte. La vecchia sarta ha visto Maria rubacchiare in un negozio, e siccome nessuno la guardava ha pensato di prenderla con sé, perché «le colpe, come le persone, iniziano a esistere se qualcuno se ne accorge». E adesso avrà molto da insegnare a quella bambina cocciuta e sola: come cucire le asole, come armarsi per le guerre che l’aspettano, come imparare l’umiltà di accogliere sia la vita sia la morte.
D’altra parte, «non c’è nessun vivo che arrivi al suo giorno senza aver avuto padri e madri a ogni angolo di strada».

LA MIA OPINIONE:

Mi è piaciuto davvero tanto. Ho letto diverse recensioni negative, ma questa volta non sono d’accordo. Certo, la seconda parte del romanzo (quella ‘torinese’) è un po’ sottotono, ma il libro in sé merita. Ci sono la Sardegna, la tradizione, la superstizione, gli affetti, la famiglia. Questo è il secondo libro della Murgia che leggo dopo Il mondo deve sapere, e continuo a pensare che sia un’autrice in gamba. Sulla donna potete dire quel che volete, ma come scrittrice vale. Full stop.

LA TRAMA:

A classic Jeeves and Wooster novel from P.G. Wodehouse, the great comic writer of the 20th century.

Purloining an antique cow creamer under the instruction of the indomitable Aunt Dahlia is the least of Bertie’s tasks, for he has to play Cupid while feuding with Spode.

LA MIA OPINIONE:

Val sempre la pena di rileggere Wodehouse, scrittore divertente e arguto capace di ironizzare la società inglese e le abitudini più radicate dell’uomo con intelligenza e senza mai scadere nella banalità. Questo è il settimo (e il più celebre) titolo della serie dedicata al personaggio di Jeeves, ma conto di recuperare anche gli altri nei prossimi mesi.

“Qui, bisogna fare qualcosa perché ti guardino. La gente non ti guarda soltanto perché ci sei”.

LA TRAMA:

Un vecchio eremita dei boschi, folle profeta fondamentalista. Un insegnante che si rifugia nel rigido autocontrollo della ragione. E un ragazzo al bivio tra l’una e l’altra strada, spinto irresistibilmente verso l’eccesso della fede.
Nel sangue di questi tre uomini si annida il seme di un’unica ossessione, scorre la paura, si avverte il mistero di un’esistenza che pare impossibile comprendere e accettare.
Nel suo romanzo più famoso, Flannery O’Connor ha descritto con sofferta partecipazione i meccanismi esistenziali profondi di ogni fanatismo. Un libro che ha quasi cinquant’anni, ma è tuttora attualissimo.

LA MIA OPINIONE:

Questa non è assolutamente una lettura semplice. Scritto benissimo eppure non scorrevole, è un romanzo spigoloso, aspro, non di certo piacevole. Nonostante ciò, la ritengo una lettura molto importante, soprattutto perché ho avuto a che fare in prima persona con il fanatismo religioso. A un certo punto del romanzo vien voglia di chiedersi “cosa è vero? cosa no? di chi mi posso fidare?”. E un libro che fa riflettere così tanto non può che essere un libro che merita di essere letto.

LA TRAMA:

Quando Tate Collins trova il pilota Miles Archer svenuto davanti alla sua porta di casa, non è decisamente amore a prima vista. Non si considerano neanche amici. Ciò che loro hanno, però, è un’innegabile reciproca attrazione.
Lui non cerca l’amore e lei non ha tempo per una relazione, ma la chimica tra loro non può essere ignorata. Una volta messi in chiaro i propri desideri, i due si rendono conto di aver trovato un accordo, almeno finchè Tate rispetterà due semplici regole: mai fare domande sul passato e non aspettarsi un futuro.
Tate cerca di convincersi che va tutto bene, ma presto si rende conto che è più difficile di quanto pensasse. Sarà in grado di dire di no a quel sexy pilota che abita proprio accanto a lei?

LA MIA OPINIONE:

Colleen Hoover è sempre una lettura piacevole. Chiaramente può non piacere a tutti, poiché si tratta di un rosa vero e proprio, che rispetta tutte le regole del genere. Tuttavia l’ho trovato un romanzo leggero e carino da leggere per intervallare letture decisamente più impegnative.

“Era uno spettacolo da spezzare il cuore, ma il cuore di Buck non poteva spezzarsi”.

LA TRAMA:

Venduto come cane da slitta nel Klondike, Buck conosce il sacrificio e la crudeltà. Ma anche l’amore di un uomo, il fascino della foresta, il canto irresistibile dei lupi.

LA MIA OPINIONE:

Questa è una delle letture che ho saltato quand’ero bambina, e che ho recuperato adesso. Non so perché non l’avessi mai letto. Forse questo, come Freccia nera e Tom Sawyer e tutto Salgari ecc, veniva considerato ‘per maschietti’. Fatto sta che nessuno me l’ha regalato quando ero piccola e non potevo comprare libri, e mi sono rifatta adesso. Credo che tutti voi l’abbiate già letto ma, se per caso non l’avete ancora fatto, recuperate subito. Ne vale la pena.

LA TRAMA:

Quando Johnny, un giovane dj, si ritrova suo malgrado protagonista di un mistero, decide di risolverlo con i mezzi a sua disposizione, ovvero molta curiosità e un tocco di goffaggine, specie dopo l’incontro con un commissario molto intrigante, immischiandosi così in qualcosa molto più di grande di lui. Tra sfondi cittadini e incontri dal passato, Johnny diventa detective per caso.

LA MIA OPINIONE:

Questo libro, in realtà, è una rilettura, benché sia uscito solo il 18 dicembre. Gabriele, come molti di voi già sanno, è uno dei miei migliori amici. Di questo libro ho avuto la fortuna di conoscere tutti i retroscena, l’ho letto un capitolo alla volta mentre era in stesura. Ne abbiamo parlato insieme, al bar, tra un cappuccino e un cornetto. Questo è il lato meraviglioso dell’avere uno scrittore per amico. E io non so se smetterò mai di ringraziare il cielo perché ho un amico come lui. Voi forse non avrete il privilegio di prendere un caffè con Gabriele, ma potete leggere il suo libro. E fatelo, perché ne vale davvero la pena (e no, non lo dico perché sono di parte).

“I cried and then you held me just as you must
And of course we’re not married, we are a pair of scissors
Who come together to cut, without towels saying His, Hers”.

LA TRAMA:

From the joy and anguish of her own experience, Sexton fashioned poems that told truths about the inner lives of men and women. This book comprises Sexton’s ten volumes of verse, including the Pulitzer Prize-winner Live or Die, as well as seven poems form her last years.

LA MIA OPINIONE:

La Sexton e la Plath occupano un posto speciale nel mio personale Olimpo letterario. Si conoscevano, ho letto della Sexton nei Journals di Sylvia e ho letto di Sylvia nelle poesie di Anne. Questa raccolta completa, più che una lettura, è stata un’esperienza. Niente come la poesia permette di calarsi appieno nello spirito dell’autore. Ho perso il conto di tutti i versi che ho ricopiato sul mio diario e su Facebook, ovviamente.

LA TRAMA:

Quando Janine Marchand lascia la sua Francia per un remoto villaggio sulla costa atlantica dell’Irlanda, spera di lasciarsi alle spalle un doloroso passato. Ha cambiato il suo nome e assunto un’identità completamente nuova. Ma la gente del posto è curiosa e i pettegolezzi iniziano presto a girare. A complicare le cose, Janine inizia a provare qualcosa per Mick O’Shea, un bell’uomo che nasconde, come lei, oscuri segreti. E’ attratta da lui pur sapendo che quel sentimento potrebbe travolgere il nuovo inizio che sta cercando di costruire. Quando qualcuno nel villaggio avverte la stampa, Janine deve prendere una decisione: scappare ancora una volta o restare e affrontare il suo passato.

LA MIA OPINIONE:

Più che leggerlo, su questo libro ci ho lavorato. La traduzione italiana è mia, e potete immaginare che onore sia stato tradurre un libro di un’autrice naturalizzata irlandese. Piccole grandi soddisfazioni per una barese in Irlanda 🙂 La storia è appassionante, il lato ‘sentimentale’ niente affatto scontato e vi è un’ironia di fondo che non guasta per nulla. L’ho trovato davvero molto piacevole.

LA TRAMA:

From Rupi Kaur, the #1 New York Times bestselling author of milk and honey, comes her long-awaited second collection of poetry. A vibrant and transcendent journey about growth and healing. Ancestry and honoring one’s roots. Expatriation and rising up to find a home within yourself.

Divided into five chapters and illustrated by Kaur, the sun and her flowers is a journey of wilting, falling, rooting, rising, and blooming. A celebration of love in all its forms.

LA MIA OPINIONE:

Mi spiace ammetterlo, ma questa raccolta mi è piaciuta molto molto meno di Milk & Honey. Lo dimostra il fatto che non ho appuntato quasi nulla nel mio famoso diario segreto. L’ho trovato ripetitivo, molto poco poetico e forzato. Che qualcuno l’abbia convinta a pubblicare quando proprio non ne aveva voglia?

LA TRAMA:

Faith Madison è in apparenza una donna fortunata: ricca, affascinante e di gran classe. Ma con un marito unicamente dedito al lavoro, il suo matrimonio è una prigione dorata. Lusso ed eleganza non possono colmare il silenzio e il vuoto di un’esistenza senza scopo e segnata anche da un terribile segreto. Madre affettuosa di due figlie ventenni, che però hanno ormai lasciato il nido, chi è la vera Faith? Durante il funerale del patrigno incontra Brad Patterson, un amico d’infanzia trasferitosi da New York a San Francisco, anch’egli intrappolato in un matrimonio infelice. Con lui inizia una fitta corrispondenza via e-mail, che le dona il calore di un’anima affine. Incoraggiata dall’uomo, Faith si iscrive anche all’università…

LA MIA OPINIONE:

Giuro di essermi divertita tantissimo. Questo è uno di quei romanzi che probabilmente mia nonna avrebbe apprezzato ai tempi in cui votava Democrazia Cristiana e sgranava il rosario di madreperla comprato al santuario della Madonna del Pozzo di Capurso (per maggiori informazioni, si veda questa chicca tutta barese). Davvero, davvero divertente (anche se purtroppo temo non fosse questo l’obiettivo della Steel).

LA TRAMA:

Un meteorite, sepolto sotto i ghiacci del circolo polare artico, è stato localizzato dalla Nasa e sembra contenga fossili di insetti che proverebbero una volta per tutte l’esistenza di vite extraterrestri. Prima di divulgare la notizia, il presidente degli Stati Uniti vuole essere sicuro dell’autenticità della scoperta, anche per non compromettere la sua futura (ma già incerta) rielezione. La giovane Rachel Sexton e il professor Michael Tolland sono inviati sul posto insieme ad altri studiosi ma presto si rendono conto che si tratta di una truffa colossale, orchestrata ad arte. Ma da chi? E chi ha assoldato la banda di killer che li ha presi di mira, costringendoli a scappare e a rifugiarsi tra i banchi galleggianti di ghiaccio?

LA MIA OPINIONE:

Non sono mai stata una fan sfegatata di Dan Brown (anche se Angeli e demoni all’epoca mi piacque veramente tanto, molto più del Codice da Vinci) ma in fondo sono cresciuta con lui. Ero alle medie quando arrivò al successo, e infatti il film tratto dal Codice è stato il primo che ho visto al cinema da sola con un’amica (la mia migliore amica, sempre la stessa: la conoscerete presto, col prossimo video). Insomma, ci sono affezionata, è una questione sentimentale. Questo libro, tuttavia, mi è sembrato meno riuscito e più lento degli altri. O forse è solo che non ho più tredici anni.

LA TRAMA:

Lexie James escaped: after being abandoned by her alcoholic father, and kicked out of the apartment to make room for her mother’s boyfriend, Lexie made it on her own. She earned a Masters degree, conquered terrifying panic attacks, got engaged to the nicest guy she’d ever met, and landed a counseling job at the prestigious Ruxton Academy, a prep school for the moneyed children of the elite.

But as her wedding date nears, Lexie has doubts. Yes, she’s created the stable life she craved as a child, but is stability really what she wants? In her moment of indecision, Lexie strikes up a friendship with a Ruxton alumnus, the father of her favorite student. It’s a relationship that blows open Lexie’s carefully constructed life, and then dunks her into shocking situations with headline-worthy trouble.

LA MIA OPINIONE:

Un libro insulso, perfettamente senza senso, neppure originale e forzato. TUTTI i personaggi sono antieroi, fanno uno più schifo dell’altro e l’autrice si diverte a distruggerli con un cinismo del tutto inutile. L’antieroe serve quando mi insegna qualcosa, non quando mi mette addosso solamente una voglia matta di telefonare all’autrice e prenderla a parolacce.

LA TRAMA:

Una foresta innevata che si trasforma a Natale in un meraviglioso giardino, impervie montagne che rivelano miniere d’argento, schiere di anime perdute che penano tra i ghiacci eterni, accudite da una vecchietta abbandonata che non si rassegna alla solitudine: è la Svezia delle antiche fiabe che rivive in questi racconti di Selma Lagerlöf, quella dei miti e delle leggende, delle storie tramandate al lume di candela nelle lunghe notti nordiche.

LA MIA OPINIONE:

Chiudo l’anno in bellezza con questa delicatissima raccolta di racconti brevi e fiabe dal sapore nordico. Mi affascina conoscere il folklore di popoli così lontani dal mio, perché spesso vi ritrovo archetipi e morali, come aveva già ampiamente dimostrato Clarissa Pinkola Estés (e non solo lei, naturalmente). Basti pensare alla fiaba del violinista, così simile all’inquietante Scarpette rosse. Una raccolta davvero deliziosa e invernale che consiglio, sorattutto se accompagnata da una buona tazza di tè.

I film di B.

LA TRAMA:

Millie e Pinky, ambedue d’origine contadina, abitano insieme e lavorano come infermiere in un centro di rieducazione per anziani in pieno deserto californiano. Willie, invece, moglie del gestore di un “saloon”, passa il tempo dipingendo figure surreali sulle pareti e il fondo di una piscina. Pinky ha per Millie un’ammirazione profonda, senza accorgersi che la sua amica è una donna patetica che si nutre di illusioni e vive ricalcando in maniera ridicola i “modelli” pubblicitari. I loro rapporti però, si guastano quando Pinky scopre che Millie è andata a letto col marito di Willie.

LA MIA OPINIONE:

Un film davvero molto, molto particolare. Non posso dire che mi sia piaciuto in sé. Più che altro ho apprezzato la fotografia e l’accurato studio delle palette cromatiche. Il che, in effetti, è comunque un metro di valutazione.

LA TRAMA:

In una Napoli sospesa tra magia e superstizione, follia e razionalità, un mistero avvolge l’esistenza di Adriana, travolta da un amore improvviso e un delitto violento.

LA MIA OPINIONE:

Rimando il mio giudizio dettagliato a un post che pubblicherò in settimana. Per il momento vi basti sapere che mi è piaciuto molto, malgrado qualche sbavatura. Se non altro, il mio vecchio Oz si è ripreso da quella cosa senza senso che è stata Rosso Istanbul. 

 

 

 

 

 

 

 

 

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