La posta di B.: Alle mie amiche, di Maria Capasso

Oggi è arrivata nella casella della Posta di B. una lettera bellissima da parte di Maria Capasso, che già conoscete. Penso che davvero dovreste leggerla perché parla di tutte noi. Ragazze, donne, spose, madri, lavoratrici, amiche. Soprattutto questo. Perché la solidarietà femminile esiste, e questa lettera lo dimostra. Buona lettura!

“Alle mie amiche” di Maria Capasso

amiche

Ci sono persone che DEVI incontrare.
Chiamiamole coincidenze.
Chiamiamolo destino.
Oppure, come direbbe Sarah di Serendipity: fortunato incidente.
Diamo qualunque spiegazione, ma alcune persone, nonostante i chilometri di distanza e nulla in comune, dovevano completare la nostra vita.
Perché, diciamo la verità, si può stare da soli e senza affetti, ma ridere con le proprie amiche è come l’arcobaleno dopo il sole.
Le amiche sono come un tovagliolo di stoffa bianco, pronto ad assorbire e far sparire tutte le lacrime.




Le amiche sagge che ti dicono “quello non è giusto, da quando lo conosci è un tira e molla”. E tu non le ascolti e alla fine ti ritrovi con il tuo lui, che all’epoca era lo stronzo, e che adesso è diventato quello che sopporta te.
Le amiche che non hai timore di chiamare alle quattro di notte, perché sai che dopo un vaffanculo ti ascolteranno, trovando una scusa per fumare o per sgarrare alla dieta con qualche merendina.

amiche

Le amiche che accettano le tue stranezze,

e la tua paura dello zucchero nel caffè e la tua passione per il cioccolato fondente. Molto fondente.
Le amiche che ti capiscono da un messaggio, dal tono di voce, o addirittura da pure sensazioni. Sì, ci sono amiche che sanno che tu stai male anche se ancora non le hai chiamate.
Le amiche delle bevute e delle risate, perché con delle vere amiche puoi parlare anche di tutto il Kamasutra, non avrai imbarazzo.
Le amiche dai lunghi discorsi e le amiche che in quattro frasi ti spiegano il senso della vita e ti dicono: ma ancora non l’hai capito?
Le amiche dai messaggi vocali che superano i quattro minuti.
Le amiche che sembrano madri e ti dicono “ stai sciupata, mangia di più” altrimenti diventi un personaggio di Tim Burton.

Le amiche dei sabati pomeriggio,

sempre allo stesso bar, perché è come se fosse casa nostra.
Le amiche dei pranzi domenicali e tuo fratello che diventa un sogno culinario proibito.
Le amiche che scherzano con tua madre e parlano di sesso come se non ci fosse un domani.
Le amiche delle serate insieme dove con una birra di troppo e un bicchiere di vino troppo rosso si inizia a ridere fino a stare male.
Le amiche che quando ti abbracciano ti fanno sentire al sicuro e hai la certezza che nulla può annientati.



amiche
Ecco, le mie amiche sono questo e molto di più.

Ognuna di loro mi rende una persona migliore e mi sostengono in ogni iniziativa. Anche quelle folli. Soprattutto quelle folli.
C’è Lucia che mi dà l’idea di cemento, di forza, di stabilità. In un abbraccio di Lucia io scompaio e mi sento protetta, al sicuro.
C’è Letizia che mi ricorda quanto è bello avere dentro di sé quel pizzico di fanciullezza. Letizia, quando sorride, ti dà la sensazione che il sole nasca dalla sua bocca. Mi illumina la vita.
C’è Imma che con la sua riservatezza e le sue poche parole mi sostiene e mi incoraggia più di quanto lei stessa creda. Quando mi dà un bacio, la sua dolcezza e tenerezza mi accarezzano l’anima e il cuore.
C’è Bianca che con le nostre similitudini e paturnie in comune, con sogni e progetti libriosi, mi colora la vita. Nel suo sguardo, ci sono tutte le cose che ho perso strada facendo, e che lei ha raccolto e pian piano mi ha restituito.
C’è Claudia che con la sua schiettezza e il suo bagaglio di vita mi ha donato uno sguardo diverso sul mondo. Nelle sue parole c’è il coraggio che mi mancava e quel pizzico di sano egoismo.
C’è Francesca, che con la sua delicatezza sembra riportarmi a ciò che ha formato la macchia, non solo dove. Nella sua voce da eterna ragazzina e nei capelli alla Amélie, mi ricorda che i sogni sono dietro l’angolo e che aspettano che noi li raggiungiamo.

Ecco, le mie amiche.

Poco importa che abitino a quindici minuti di auto, o quasi due ore di treno, o quattro ore di aereo perché Dublino l’ha voluta lì. O se bisogna far coincidere gli orari italiani con quelli americani, perché alcune scelte ti portano lontano dalla tua città. Io ho delle vere amiche con me!
E anche se la data del matrimonio si avvicina sempre di più, e mi sposo con “quello non è giusto per te”… Anche se gli chiedono perché ha scelto di accollarsi questo guaio… Io non ho ansia perché ho loro. E con loro affronterò questa avventura che mi si presenta, insieme ad altre ancora work in progress che ssh!, non posso svelare…
Vi voglio bene.
La vostra Mary.

Una risposta a “La posta di B.: Alle mie amiche, di Maria Capasso”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.