Diario: 9 agosto 2017

Diario: 9 agosto 2017

We can’t become what we need to be by remaining what we are. (Oprah Winfrey)

E così, mancano 21 giorni. Tra 21 giorni sarò su un pullman per Roma, con la mia valigia arancione da venti chili, e il giorno dopo sarò su un aereo per Dublino. Non è propriamente paura, quella che sento. Forse somiglia di più a quel dispiacere sordo che provai a Aix-en-Provence quando arrivai di domenica pomeriggio e non riuscii a trovare un posto dove mangiare e scartai l’ultimo panino preparato da mamma e mi venne da piangere.

Si può provare nostalgia di casa ancor prima di partire? Sì, forse sì. Anche se poi vieni distratta dalle tante cose da fare, dalla registrazione online all’università da completare, dalla lista delle cose da portare e da tutte le altre piccole rogne. Se non altro, sapere di aver trovato casa è una consolazione.




Dovrò ricordarmi di comprare dei cioccolatini: arriverò il giorno dell’anniversario di matrimonio della famiglia che mi ospita. La solita ironia della vita. “Ciao, io sono Bianca e vi sto scassando le palle nel vostro giorno di festa. Champagne?”. Ho la vaga sensazione che mi manderanno al diavolo.

Cose da vedere, cose da fare

Conosco bene Dublino. Non è un posto nuovo, per me, e soprattutto è un luogo nel quale mi sono sempre sentita a casa. Poteva andarmi molto peggio, mi dico. Sarei potuta finire in qualche sobborgo americano, o in un paesino lugubre e piovoso dell’Inghilterra, e invece sono finita a Dublino, che è sempre stata la città dei miei sogni.

Ci sono delle cose che voglio fare, una volta arrivata lì. Per esempio, andare da PanemPanem è un panificio in centro, sul lungofiume, ed è gestito da italiani. L’ultima volta che ci sono stata, l’anziana proprietaria non mi ha fatto pagare nulla e poi ha portato me e i miei amici al GPO per raccontarci la storia della ribellione irlandese contro gli inglesi.

Voglio tornare da lei, comprare quella buonissima sfogliatina agli spinaci e poi parlarle in italiano, come ho fatto tanti anni fa.

E voglio tornare nella chiesa di Saint Patrick per salutare Jonathan Swift, perché l’ultima volta che sono stata lì mi ha presa una stanchezza assurda e, anziché entrare, sono rimasta stesa sull’erba del cortile a leggere The time traveller’s wife.

Voglio bere una birra in quel pub ricavato da una chiesa sconsacrata. All’epoca avevo 19 anni e non mi hanno fatta entrare.

Voglio tenere un diario dei miei giorni dublinesi, almeno all’inizio. Che è un po’ un modo per avere compagnia, e per parlare la mia lingua con persone che la capiscono e che sanno dire qualcosa oltre a “ciao” e a “mandolino”.

Prima di partire per un lungo viaggio

Prima di partire, voglio passare il più tempo possibile al mare. Il mio mare pugliese, non quello di Howth o di Bayside. Voglio svegliarmi all’alba per prendere l’autobus delle 6.40, e poi arrivare a Bari e prendere il numero 2 per scendere sul lungomare. La sabbia tiepida delle prime ore del mattino, il caffè al bar sul mare, il mio telo azzurro e un libro. Da sola, come sempre, come mi piace essere.

Voglio passare del tempo con i miei amici, bere un succo di frutta alla pesca, fumare una sigaretta con loro e sentirli parlare. Soprattutto questo. Fra 21 giorni, per sentire qualcuno parlare la mia lingua dovrò telefonare da 2194 chilometri di distanza. Oppure infognarmi nelle aule della facoltà di Lingue e attendere il miracolo.

Ma ci saranno nuove strade da vedere, nuove lingue da conoscere e nuove bustine di zucchero da collezionare. Luoghi da fotografare, piogge da temere e ombrelli da perdere sugli autobus blu e gialli di Dublino. Eppure un po’, giusto un po’, vorrei che qualcuno mi tenesse per mano.

Una risposta a “Diario: 9 agosto 2017”

  1. Sembra ieri che mi hai comunicato la tua partenza è invece mancano solo 21giorni è sto iniziando a piangere ..non sai quanto mi mancherai, quanto mi mancheranno le nostre chiacherate al nostro solito Bari con davanti il nostro solito caffè ..mi mancherà parlare confidarmi con te ..è pure so che stai facendo la cosa giusta stai seguendo il tuo sogno la tua strada ..ma c’è quel qualcosa che mi vuole ancora tenerti qui quella vocina che dice “non partire” ma purtroppo devo assopire quella vocina ..è lasciarti andare ..con un pezzo del mio cuore ..spero di vederti prima che parti per poterti abbracciare … Tra 21giorni saremo lontane 2194 kilometri sarai in paese che ami ma totalmente nuovo per te ma so che starai bene anche se all’inizio non sarà facile sia per te che per noi stare lontani ma ci “abbitueremo” intanto posso dirti solo una cosa: abbi cura di te è fai tesoro di ogni insegnamento che Dublino ti darà è sappi che in qualunque posto sarai in qualunque posto saremo vicine strette l’una nel l’altra :’) ti voglio bene Rossa 💓

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